"Il Vino e le Rose". Letture che alleviano l'anima

Il cristallo prezioso sottile fragilissimo di certe vite che riluce e riflette senza mostrare realmente quanto facile sia, quanto basti una frazione di secondo per mandarlo in pezzi.
Vite si confrontano resistendo alle apparenze finché qualcosa non arriva a spezzare ogni costruzione. Eva e le sue due amiche, attraverso loro ci riflettiamo anche noi, e scopriamo quanto la solitudine sia democratica, una coperta che avvolge che sa custodire e opprimere. C'è, e ci interroga sul significato profondo dell'esistenza, molta vita nella scrittura elegante di Claudia Conte "Il Vino e le Rose- L'eterna sfida tra il bene e il male" (Curcio Editore). Il suo nuovo romanzo, si interroga attraverso la testimonianza della parola, attraverso la voglia, il bisogno di avere un appiglio che sia spirituale o che sia nel senso più umano dell'essere. Quanto profondo sa essere il dolore, quanto dura la prova che la vita stessa nutre, nell'infelicità di non saper guardare la bellezza delle piccole cose. Ogni parola ha un suono lieve e mai casuale, periodi di vita e pagine di parola poetica, perché anche questa è la bellezza, saper godere di una lettura che come unguento risollevi l'anima.
“Il Vino e le rose"  in piccoli sorsi, si beve la vita e il piacere e l'armonia e lo sconforto e la tristezza, ogni cosa parte di un caleidoscopio che compone l'esistenza, a volte fatichiamo a riconoscere l’essenza, anche grazie a belle letture come questa, si può scorgere la bellezza, e riempirsi gli occhi di quello che occorre per vivere, la speranza il conforto, l'amore che tutto allevia e tutto può cambiare.

Claudia Conte. Il nuovo libro

“Il Vino e le Rose. L'eterna sfida tra il bene e il male”, per Armando Curcio Editore della scrittrice e attrice Claudia Conte sarà presentato il 12 giugno alle ore 22 nell’ambito della manifestazione Lungo Il Tevere…Roma 2017. L’autrice, attiva e sempre presente sulle tematiche sociali, racconta in questo suo ultimo testo, la costante ricerca dell’insoluto, di una sobria alternativa al decadentismo psicologico che affligge i personaggi e li spinge ad essere tanto odierni, tanto inquieti, tanto umani, quanto i sentimenti che gli esplodono nell’inconscio. Consolidando l’esistenza del vero, e del risolto.
L’evento sarà̀ presentato dalla scrittrice e distopica intellettuale Jessica Diotallevi, e dal cyberfilosofo, autore televisivo e scrittore Diego K. Pierini. L'attore Vincenzo Bocciarelli, autore della copertina del romanzo, curerà le letture. Temi delicati forti, intimi, e domande, quelle che ci accomunano, che ci legano tutti: Qual è il senso della vita? In essa prevale il bene o il male? Siamo ineluttabilmente segnati dall’inquietudine e dal vuoto esistenziale, o possiamo essere felici? Questo saggio, travestito da romanzo, propone questi e molti altri quesiti, tentando anche di fornire delle risposte, frutto proprio di meditazioni, di letture di testi laici ed ecclesiali e soprattutto di chiacchierate con esperti di teologia, sociologi e psicologi, riflessioni alle quali si intrecciano le storie di tre donne moderne, tre amiche che, in costante ricerca del proprio equilibrio, si confrontano e crescono insieme. Particolare attenzione sarà rivolta ai momenti più salienti delle loro vite, dall'infanzia fino all’età della maturità, trascorse in un turbinio di sentimenti opposti tra loro, senza soluzione di continuità, che vanno dagli estremi della gioia e della disperazione, passando per la malinconia e la serenità. I personaggi della storia narrata, attraverso i loro dialoghi, esprimono varie opinioni, punti di vista su come tentare di vincere i mostri del degrado psicologico che regna nell’uomo nell’epoca postmoderna.

“Il nostro tempo è caratterizzato dall’apatia, dalla disgregazione sociale, da una sorta di individualismo autistico, che determina enormi difficoltà, se non un vero e proprio senso di disagio, nelle relazioni tra noi esseri umani. Ci muoviamo nel nostro piccolo giardino, che a noi sembra invece necessario e sufficiente per contenere il nostro ego. Basta avere gli occhi fissi al nostro smartphone e il gioco è fatto: l’automa che è in noi ha il suo bel campo d’azione e non ha bisogno di altro, tantomeno di soffermarsi a guardare in profondità ciò che vive intorno e dentro di sé, i moti della sua anima.
Non cediamo spesso al dolce abbandono alla riflessione e scegliamo di scacciare la solitudine, connaturata al nostro io, dedicandoci agli aspetti materiali della vita, quelli che ci appaiono più imminenti, trascurando la nostra essenza di pensatori. In realtà bisogno innato dell’essere umano è quello di porsi domande, e più importanti ed essenziali sono tali domande, più significativa diventa la sua esistenza e la sua presenza su questa terra”.

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