Written by  Nov 16, 2017 - 69 Views

Ci vediamo un giorno di questi. Federica Bosco

Federica. Quello che fa. Oltrepassa la scrittura per raccontare, come fosse seduta gambe incrociate a sorridere con gli occhi ed ascoltare come fanno le amiche davanti ad una tazza di tè.
Federica ha il dono della parola, della gentilezza, dell’empatia, non è solo saper scrivere, è aver imparato a vivere, avere imparato l’equilibrio e cercare di collocarlo, come dice lei, proprio alla fine del lungo viaggio di Cate e Ludo, le due amiche intorno alle quali la vita e noi, ruotiamo, finché si spezza il girotondo e resti sospeso a cercare di ritrovare l’equilibrio. Quello che perdi quando incroci lo sguardo dell’amico, quello vero, la prima volta, e poi ci pensi col tempo e ti ricordi tutte le espressioni. Quella di Ludovica quasi timida quasi trasparente tra gli altri, che resta impigliata nell’esuberanza e nei capelli ribelli di Caterina, e la sua irruenza quella che ti resta incollata affianco per tutta la vita. Ludovica e Caterina camminano insieme, crescendo tra il lavoro abitudinario di Ludo e la voglia di fare, vivere, unire l’universo con i puntini come si fa sulle parole crociate, di Cate, che crede tutto possibile, e tutto saprà rendere possibile, anche sopravviverle.
Il loro cammino è pieno, ricco di vita che ci somiglia, perché abbiamo tutte avuto una Ludo, una Cate, o siamo state l’incertezza di una o la forza dell’altra che si interscambio e passano dalla simbiosi all’odio profondo per certi alti e bassi, e spigoli da smussare che alla fine accetti così come sono, perché l’amore somiglia all’amicizia, l’amicizia è l’angolo più dolce in cui infilare l’amore, che esiste e resiste all’uomo che ti inganna, ti cuoce a fuoco lento finché bruci, l’amicizia ti tira fuori da ogni fosso anche quello che ti scavi da solo.
Il dolore vero e reale vissuto e tramutato sulla pagina è un po’ un modo per esorcizzare, per avvolgere con l’illusione di poter decidere un finale diverso, che diverso non potrebbe essere perché esiste un sentimento che induce a non poter mentire ad arrivare al dolore, accoglierlo cercando di capire.
Ci vediamo un giorno di questi è l’ennesimo capolavoro di anima e parola di Federica Bosco, autrice amatissima, che si diverte come una matta e si stupisce di come funzionino tecnologie e dirette social, che coccola i suoi lettori senza risparmiarsi mai sulla stretta di mano, il sorriso, la parola gentile. Federica è così, e il suo ultimo romanzo? Una torta ripiena di vita, dentro, il mondo di gioia estrema, estremo dolore, amicizia, amore, l’amore quello con la A maiuscola che puoi provare per un figlio, per un compagno per l’amica speciale. E speciale qui è ognuno, a partire da loro dalle due amiche vicine, diverse, perfetto mosaico in cui incastrarsi perfettamente come succede quando incontri il fatidico amore a prima vista. Succede anche con gli amici, che la pelle ti dice “è lei”. Ludo e Cate screscono insieme, Ludo fragile condizionata, dalla vita dai genitori, dal lavoro, da un compagno che ne farà un pupazzo nelle sue mani carnivore. Cate la difenderà anche contro la sua volontà. Come fanno le amiche quando vogliono farti capire quello che sai, ma che non vorresti sapere. Fino a quando la vita vuole trascinarti via, e ci pensa lei, l’amica vera, quella che non distingue, non ha un confine tra se stessa e te, ti salva ti ripara, riparando se stessa. Ma Cate è di più, Cate è forte, testarda irruenta, una testa di cazzo si direbbe, innamorata di un figlio, con un padre ignaro dall’altra parte del mondo, mondo che Cate renderà posto speciale, solo per il fatto di poter credere che può esistere il bene, l’amore l’affetto, il progetto che dalla testa diventa reale, e lo metti insieme proprio grazie alla tua amica. Ludo e Cate avanzano un passo alla volta oltrepassando le difficoltà fino alle giornate in ospedale quando Cate combatterà come una guerriera come succede nella vita, quella vera. Lottando, insegnando passando dalla rabbia all’accettazione, dalla felicità alla forza, alla richiesta estrema ed egoista: “Fallo per me”. E Ludo farà felice la sua amica, cedendo alle richieste di mettere a posto pezzi strappati dalla vita, da certe volontà che ti permetti quando non pensi troppo. Il dolore si stempererà e si scioglierà, le lacrime saranno liberatorie, vi scivoleranno sulle guance senza che ve ne accorgiate, mentre fate il tifo per la vita, per l’amicizia, per l’amore perché trionfi come nelle favole. Il poeta, lo scrittore, possono cambiare il mondo, non faranno miracoli, ma forse sì, un pochino sì, possono compiere il miracolo di farvi sentire, vedere, rendere palpabili e reali tutte le facce che leggerete, facendovi smuovere il cuore, e l’anima facendovi bene, che anche i ricordi affioreranno perché tutti abbiamo avuto l’amica, l’amico, rimasto nel cuore. Alla fine di questo meraviglioso viaggio, tante di noi, avranno pensato, asciugando una lacrima a quell’amica speciale, tentato di risentirla, pensando come dice Cate poco prima di partire per l’ultimo viaggio: “Ci vediamo un giorno di questi” …legando fili invisibili che nessun viaggio può spezzare, neanche quando sarà per sempre.

Ci vediamo uno di questi di Federica Bosco
Garzanti.
pp.310
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