Tutti giù per terra al Teatro L'Aura


Dal 21 al 25 febbraio al Teatro L’Aura andrà in scena il cabaret, con lo spettacolo Tutti giù x terra, scritto da Enzo Marcelli con Federico D’Andrea, diretto da Chiara Pavoni. Sul palco, oltre a Enzo Marcelli, saranno protagonisti Michela Milani, Marzia Meddi, Nicola Macchiarlo, mentre la voce fuori campo sarà di Federico D’Andrea.

Il cabaret è il suo mondo e ama far ridere più di ogni cosa… o quasi…
Ecco la nuova esilarante commedia di Enzo Marcelli. Una commedia cabaret che vi farà morire dalle risate.
“Tutti giù per terra” nasce dall’esperienza maturata da Enzo Marcelli nel corso della sua carriera artistica, toccando il teatro, il cinema, la televisione e nasce dalla voglia di raccontare quella esperienza regalando un sorriso, talvolta anche lasciando spunti di riflessione.

Una carrellata di situazioni in cui ognuno può ritrovare un po’ della propria quotidianità, lasciandosi prendere per mano da Enzo che ci porterà a fare un gigantesco girotondo, fino a cadere “Tutti giù per terra”…dalle risate!
E’ una originale rivisitazione del classico ed esilarante Cabaret romanesco!  Enzo Marcelli ci propone una dissacrante rilettura della realtà di strada, una satira sui problemi della vita di tutti i giorni e una grottesca analisi dei cliché romani. Con la sua caricaturale figura a metà tra un Ciccio Bombo anni 80 ed un personaggio degno di un sudicia di Suburra, Enzetto ci accompagna per due ore di risate, prese in giro e sarcastiche riflessioni
Da non perdere!

TUTTI GIU’ X TERRA
di Enzo Marcelli e Federico D’Andrea
con Michela Milani, Marzia Meddi, Nicola Macchiarlo e Enzo Marcelli
voce fuori campo Federico D’Andrea
regia di Chiara Pavoni
assistenti alla regia Beatrice Khechini e Giulio Laurenziana
fonico Diego Pignalosa


Teatro L'aura
vicolo di Pietro Papa
dal 21 al 25 febbraio
Dal giovedì al sabato ore 21.00
domenica ore 18
info e prenotazioni 0683777148 oppure 3464703609
o tramite This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

La storia di Google. La forza delle idee.

“Qualsiasi progetto che si riesce ad immaginare probabilmente è possibile realizzarlo. Devi solo lavorarci”. È da questa idea di Larry Page che nasce il progetto di storytelling di Companies Talks per capire i grandi fenomeni imprenditoriali delle aziende dot-com come Google, Facebook, Amazon e Airbnb. Strumenti che sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana. Ma quanti di noi conoscono la storia di queste aziende?

In collaborazione con il Teatro Marconi, da febbraio in poi, un team di attori metterà in scena quattro monologhi di “Business Entertainment” per raccontare la storia, la Vision ed il modello business di queste quattro realtà famose in tutto il mondo.
Attraverso una ricostruzione degli eventi, delle condizioni e delle scelte che hanno portato questi progetti "start-up" a diventare i player di riferimento del web, il pubblico conoscerà il coraggio di chi ha creduto nelle proprie idee, alimentando lo spirito d'impresa dei giovani.

Si parte il 19 febbraio alle ore 10.00 con La storia di Google - Due studenti e un professore alla conquista del web. A raccontare la storia del motore di ricerca più famoso al mondo sarà Tiziana Sensi che ne cura anche la regia.

Chi fattura 90 Miliardi di dollari all’anno? La risposta è su Google… ed è Google. Un monologo che accompagna per mano lo spettatore dalla nascita del colosso dei motori di ricerca fino al suo utilizzo in più ambiti (mail, mappe, Youtube, drive...). Sarà un viaggio all’insegna della tecnologia e dell’organizzazione. Intuizioni geniali si alterneranno a scelte molto pratiche. Verrà analizzata la Vision di chi ha pensato tutto questo, svelando il segreto di un successo planetario. Capiremo perché una semplice schermata bianca con un logo colorato è diventata l’oracolo dei giorni nostri.

Teatro Marconi
viale Guglielmo Marconi 698 e
tel. 065943554 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Il Grande Concorso al Teatro Marconi


È in scena al Teatro Marconi dal 14 al 18 febbraio Il grande concorso. Lo spettacolo, scritto da Roberto Fei, che ne cura la regia, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt vede sul palco Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt e Valentina Corti.

Ognuno di noi, prima di nascere, deve partecipare ad un concorso. Un grande concorso publico, per l'ottenimento di un ambito posto fisso: il posto in cui nascere. I più bravi nasceranno in occidente, i più scarsi nel Terzo Mondo, perché il posto in cui nascere è un qualcosa che si deve meritare.
Succede così che nell’attesa dell’inizio del concorso, due “ex” italiani ed una affascinante e misteriosa ragazza s’incontrino, si conoscano e come accade spesso quando si è lontani da casa, facciano amicizia. Ben presto però la loro spontanea solidarietà, si trasforma in spietata concorrenza, con un’inarrestabile escalation di situazioni comiche ed espedienti che i tre metteranno in atto per accaparrarsi l’ambito premio.

In un periodo storico sempre più caratterizzato dal tema razziale, sfruttato da convenienze politiche ed interessi economici, il Grande Concorso è una divertentissima commedia che vuole usare la risata come mezzo per raccontare un tragica realtà, ricordando a noi stessi quanto siamo stati fortunati a nascere nel più “bel Paese” del mondo. Ricordando ciò, forse saremo più predisposti a ridere anziché ringhiare, di fronte a chi questa fortuna non l’avrà mai, spiegano gli autori.



Il grande concorso

di Roberto Fei,
Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt
Regia di Roberto Fei

Teatro Marconi
Viale Guglielmo Marconi 698 e
tel. 065943554
mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Gabriele Cirilli in scena al Teatro Tognazzi


Gabriele Cirilli - campione indiscusso del teatro italiano, amato dal pubblico che lo premia sempre con una folta presenza ad ogni spettacolo, torna sul palcoscenico con l’irresistibile #TaleEQualeAMe… AGAIN scritto con Maria De Luca, Carlo Negri per la regia  di Gabriele Guidi.
Dopo il successo delle scorse stagioni, già protagonista di “Tale e Quale Show” il programma di Rai1 campione d’ascolti, condotto da Carlo Conti, il comico abruzzese sarà in scena al Teatro Tognazzi di Velletri alle ore 21:00 grazie all’organizzazione di Giovanni Zappalà e la collaborazione dei punti McDonald’s di Amedeo Avenale.
Con Gabriele Cirilli si dà il via ad un cartellone di tre importanti appuntamenti, seguiranno infatti venerdì 9 marzo Giovanni Vernia in “Sotto il vestito Vernia” e venerdì 6 aprile Dado in “Canta la notizia”.

“La casa nasconde ma non perde - lo diceva mia nonna Concetta” afferma l'attore. Ogni pezzettino di vita o ricordo di ognuno di noi è in una soffitta o in una cantina. Con l'avvento di internet, però, il nascondiglio è stato sostituito da un hashtag nel quale si possono conservare le emozioni. Gabriele Cirilli, con #TaleEQualeAMe… Again, aprirà il suo personale #hashtag al pubblico proprio nell'unico luogo dove riesce ad essere tale e quale a… se stesso: il palcoscenico.
Cirilli ha avuto la fortuna, la determinazione e il privilegio di imparare il “mestiere”, con umiltà e determinazione, dai più grandi artisti del teatro e del cinema italiano. Inizia la sua formazione al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma diretto da Gigi Proietti. Da qui tante collaborazioni in teatro, nel cinema e nella fiction tv, in qualità d’interprete non solo comico, accanto a grandi artisti; nomi prestigiosi, pietre miliari, come Flavio Bucci, Piera Degli Esposti, Lina Sastri, Michele Placido, Lino Banfi, Paolo Villaggio, Nino Manfredi, Alberto Sordi, ma anche tante giovani promesse. Scrive insieme ad autori storici come Vincenzo Cerami e ha avuto la fortuna di lavorare con il Premio Oscar Nicola Piovani.
 
Le regie dei suoi spettacoli sono state affidate a nomi di grande rilievo come Ugo Gregoretti, Antonio Calenda e Pietro Garinei che nel 2003 gli aprì le porte del Teatro Sistina di Roma, tempio della commedia musicale. Da qui i suoi spettacoli presero il via girando tutta l’Italia in un consenso di applausi e di critica.


#TaleEQualeAME…AGAIN

con Gabriele Cirilli

Venerdì 9 febbraio 2018
Teatro Tognazzi
Velletri
Via Filippo Turati – Velletri (RM)

INFO E BIGLIETTI
392.6622650
Biglietti disponibili su CiaoTickets
www.ciaotickets.it
e al botteghino del teatro aperto tutti i gg dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.

Punti Mc Donald’s di riferimento: Velletri, Aprilia, Pomezia, Castel Romano, Anzio e Nettuno.

OPENING PARTY FESTIVAL DI SANREMO 2018

Una serata all'insegna della comicità della musica, del glamour.

Si è svolta martedì 6 febbraio la serata dedicata al Festival sanremese Opening Party Festival Di Sanremo 2018 confermatasi come evento di grande richiamo. 
L’appuntamento più atteso della stagione, ideato e creato da Claudio La Commara, Giuseppe Sacco e Mauro Procopio in collaborazione con Match Picture Italia si è svolto presso il Victory Morgana Bay (Lungomare Trento e Trieste 16, Sanremo) ha festeggiato il suo sesto anno e aperto le porte alla più rappresentativa kermesse musicale internazionale. L’evento organizzato in collaborazione con Victory Morgana Bay, ha ospitato un parterre d’eccezione, con personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo, del web, del giornalismo e dell’imprenditoria.
Tra gli ospiti vip presenti l’attore Francesco Arca da poco protagonista della Fiction “Sacrificio d’amore”, il vincitore di “Amici 2017” Andreas Muller, Cecilia e Jeremias Rodriguez, il mitico Cristiano Malgioglio, Raffaello Tonon, Gianluca Impastato, Le Donatella. Da “Uomini e Donne” i tronisti Alex Migliorini con la sua scelta Alessandro D’Amico, i tronisti Marco Cartasegna e Soleil Sorge, Pietro Tartaglione, Sabrina Ghio; e ancora i protagonisti di “Temptation Island” Ruben Invernizzi con Francesca Baroni e Francesco Chiofalo. E poi ancora Flavio Montrucchio, le Iene Stefano Corti e Alessandro Onnis, la bellissima influencer Ginevra Lambruschi, le webstar Gordon e Giacomo Hawkman, il protagonista indiscusso di Riccanza Farid Shirvani. 
Dopo la cena di gala, la serata è continuata con gli special guest Pio & Amedeo e con il deejay set d’eccezione di Gianluca Argante, Nello Simioli e Robert Blues, accompagnato dalla splendida vocalist internazionale Gaty "Official Voice Bob Sinclar Italian tour".



presenti in qualità di sponsor: Girada, Celly SPA, Fgm04, Smeraglia Luxury Clinic, Gioselin, Cacun Premium Vodka, Jewel Candle, Ducati, La Fille des fleurs, Gaëlle, Commes de Fuckdown, Tuum Gioelli, Antica Barberia Colucci, Mercatino dell’auto, Marval Driver & Security, LM Studio di Odontoiatria del dott. Macaluso.
Si ringrazia per la collaborazione: Steve & More, Settimio Colangelo Management e Eugenio Scotto.

War We Are Refused. Teatro Lo Spazio

Ulisse, stanco e invecchiato, inizia a raccontare la storia della sua vita. Ma nulla è come potrebbe sembrare. In un viaggio nello spazio e nel tempo, tra ricordi e deliri mentali, alle basi di un nuovo Olimpo il suo aspetto cambia, sembra ringiovanire mentre prendono vita i miti generati dal suo immaginario. Il mito come metafora dell’uomo e la sua propensione all’autodistruzione. Solo una luce si accende di speranza: Cassandra. Troppo vigile e immersa in questa umanità senza sentimento, in un dialogo rivelatore con Ulisse torna alle sue origini, ritrovando il contatto con la sua anima, anche se questo vuol dire diventare cieca di fronte all’orrore del mondo. E’ ancora poco affinché ci sia un cambiamento. L’Amore è l’unica via e Penelope lo ricorda. Ulisse ha concluso ormai il suo viaggio e chiaro è il suo fallimento. Ormai consapevole, lascerà come testamento agli uomini le sue gesta, la possibilità di scelta di riappropriarsi di nuovo di vitalità e curiosità o quella di arrendersi ad una vita che è mera sopravvivenza. Un boato assordante e Ulisse non c’è più. Così come i suoi fantasmi. Cosa è stato? Ulisse tornerà di nuovo?

TeatroSenzaTempo Produzione Spettacoli Teatrali
Presenta
WAR
We Are Refused
Testo di Chiara Alivernini
Adattamento e Regia di Mary Ferrara
con
Andrea Famà (Ulisse), Daniel De Rossi (Achille), Silvia Magazzù (Cassandra), Matteo Maria Dragoni (Pat), Virginia Menendez (Polluce), Martina Milani (Briseide), Stefano Di Giulio (Castore), Daniela Anzellini (Andromaca), Valerio Villa (Laoconte), Giulia Capuzzimato (Penelope)

DAL 13 AL 18 FEBBRAIO 2018
Ore 20,30 – Domenica pomeridiana ore 17

TEATRO LO SPAZIO – Via Locri, 44 – Roma
Infoline e Prenotazioni: Teatro Lo Spazio 06 7720 4149 -
TeatroSenzaTempo 3664538808 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.


Info Biglietti (Esclusa tessera del teatro di € 3): € 12 (Intero) - € 9 (Ridotto)

Cast Tecnico
Aiuto Regia: Chiara Alivernini – Assistente alla Regia: Francesca Romana Ciucci – Scenografia: Marco Maradei - Costumi e Trucco: Virginia Menendez – Luci: Giulia Di Savino - Supporto Produzione: Antonio Nobili - Promozione Web: Sharon Orlandini - Ufficio Stampa: MF Press - Foto: Lorenzo Pifferi











Luciano Salce il bisogno di ristabilire la verità.

Emanuele Salce, figlio del regista Luciano, ristabilisce una verità storica e privata rivendicando la storia del padre falsamente considerato tra i componenti dell'R.S.I.

Di figlio in padre. Di una battaglia dichiarata in nome della Verità, quella maiuscola, scritta dalla Storia. E proprio nel nome della storia paterna, un certo giorno, Emanuele Salce ha detto “Basta!”. Basta con le millanterie di quegli storici che non si erano disturbati di controllare neanche mezza fonte di una notizia nulla; basta con le spregiudicate falsità di pseudo-militanti da tastiera che da anni giocavano a collezionare figurine celebri di saloisti e di brigatisti neri. Basta con le bugie. Altro che Rsi! Luciano Salce, classe 1922, regista, autore, protagonista di una delle epoche più sfolgoranti dello spettacolo italiano, era dapprima stato internato in un campo di lavoro in Germania e poi, quale punizione per una tentata fuga, concentrato per quaranta giorni a Dachau in prigionia assieme a detenuti comuni russi. Simile, la sua sorte, a quelle numerose e tragiche che sarebbero occorse a migliaia di soldati che avrebbero pagato con la morte, o con atrocità quasi peggiori, il caos successivo all'8 settembre.
Quel dolore paterno Emanuele Salce ci ha tenuto a riscattarlo. Come fosse stato il proprio. “Non ne faccio una questione politica o ideologica. È noto che il XX secolo abbia conosciuto efferatezze sotto ogni simbolo e sotto molte bandiere. È solo per ristabilire una verità storica e privata”. E per farlo si è ribellato dinanzi alla menzogna nata senza una ragione, senza un appiglio, senza una minima traccia, eppure propagata ad arte da novellieri e da blogger senz'arte né parte, probabilmente rassicurati, tanto dalla sostanziale impunità della rete quanto dalla crescente indiscernibilità tra le figure dello storico e del divulgatore. E infatti, come a rimarcare certe differenze di stile e di professione, al Ministero della Difesa, agli storici e ai ricercatori autentici si è rivolto Emanuele Salce, ricevendo soddisfazione piena dagli acclarati riscontri: Luciano Salce non fu mai repubblichino ma un soldato italiano deportato.
Anche sulla base di una visione equilibrata della Storia - una delle tante eredità paterne – Emanuele Salce si era ormai persuaso della necessità di tutelare e di far rispettare la dolorosissima, silente memoria di Luciano Salce, e quella sua nobile figura, ridotta a pelle e ossa, che ripercorreva a piedi centinaia di chilometri con il sogno di tornare a casa, dopo due anni di sofferenze indicibili, inimmaginabili, indisputabili.

Le prove di una bufala gonfiata ad arte, sono smontate dai numerosi documenti, oltre al foglio matricolare, articoli, tra cui uno in particolare sul Corriere della Sera a firma di Antonio Carioti, una relazione redatta dal ricercatore Andrea Maori dal titolo “Luciano Salce, se venti mesi vi sembrano pochi”, la descrizione di quel doloroso percorso toccato a tanti nel periodo che componeva una delle pagine più nere della nostra storia. L’internamento in Germania e in Austria, l’impegno giovanile, il cammino da critico cinematografico, teatrale, letterario, il dovere di stabilire e ristabilire una verità che ha bisogno di essere gridata al mondo, specie quello che costruisce castelli e falsi storici che necessitano di essere smontati per mostrare semplicemente il vero

Boomerang black comedy al Nino Manfredi

Torna sul palco del Teatro Nino Manfredi di Ostia un nuovo lavoro registico di Angelo Longoni. Si tratta di Boomerang, che sarà in scena dal 30 gennaio all'11 febbraio, che vede protagonisti Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone, Amanda Sandrelli.
La scena è ambientata in un casale in campagna, dove i componenti di una famiglia rimangono bloccati a causa di una grande nevicata.
Due giorni in attesa di poter celebrare il funerale del padre patriarca.
Il passato riemerge attraverso inattesi e comici scontri in una storia che affronta temi attuali e toccanti, attraverso le contraddizioni dell’essere umano.
I segreti, le parole o le azioni del passato a volte ritornano minacciosi, proprio come un boomerang scagliato molto tempo prima e gli effetti dannosi innescati diventano reali nel presente. Ciò vale ancora di più quando questi effetti riguardano la principale istituzione della nostra società borghese: la famiglia
I componenti della famiglia sono tutti portatori di un problema che confligge con i problemi e con le necessità degli altri e ognuno di loro ha un interesse derivante dalla dipartita dell’anziano padre. Così si confondono interessi economici e sentimentali, rancori dell’infanzia con segreti attuali, tradimenti e bugie, affetti e insofferenze.

Boomerang è una commedia divertente e scorretta che si svolge durante una veglia funebre forzata e prolungata e che va a colpire gli stereotipi del perbenismo famigliare sfociando in un caos irriverente tipico della black comedy.
La famiglia diventa così molto simile al paese in cui viviamo, i difetti del microcosmo sono metaforicamente estendibili a quelli della società, e l’individualismo prende il sopravvento sul bene comune.




Boomerang
Scritto e diretto da Angelo Longoni
Con Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone, Amanda Sandrelli.


Teatro Nino Manfredi
via del Pallottini 10
30, 31 gennaio ore 21.00
1, 2, 3, 6, 8. 9 febbraio ore 21.00
4, 7, 11 febbraio ore 17.30
10 febbraio ore 17.30 e 21.00

Audizioni Premio Mia Martini 2018


Partite le selezioni per la 24esima edizione del Premio Mia Martini, alla ricerca di future stelle, nel nome e nel ricordo della grande Mimì.
Tante le audizioni che si terranno in Italia e all’estero per selezionare gli aspiranti concorrenti all’attesissima edizione 2018. Saranno coinvolte tantissime nazioni quali, Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Svizzera, Malta, Russia, Irlanda, Bulgaria, Romania, Ukrania, Bielorussia, Kazakistan.
Ancora una volta la fulgida stella di Mia Martini si accende per illuminare la strada di tanti giovani talenti.
Il regolamento, le date e le località che ospiteranno le audizioni sono consultabili sul sito del premio: www.premiomiamartini.it

Le sezioni del premio sono tre:

Nuove Proposte (14/45 anni);

Una Voce per Mimì (04/13 anni);

Etnosong (riservato alla musica etnica Italiana)

Sarà un’altra edizione ricca di momenti esaltanti ed importanti per il futuro artistico dei partecipanti del premio. Anche quest’anno, una commissione artistica di prestigio presieduta da Franco Fasano (Direttore Artistico), sarà presente durante le fasi delle selezioni e aiuterà i giovani artisti a crescere professionalmente. Un evento che, attraverso i vari momenti, promuove e porta a conoscere al grande pubblico i nuovi talenti. I partecipanti vivranno esperienze formative con grandi artisti e addetti al settore del panorama musicale Italiano. TV, radio e mezzi di informazione seguiranno la kermesse attraverso le proprie trasmissioni e racconteranno i sogni delle future stelle.

“Anche per questa edizione ci saranno delle novità e delle piacevole sorprese” assicura il regista Nino Romeo, che da ben 24 anni dirige la complessa macchina organizzativa della manifestazione, patrocinata dalla Comunità Europea, Regione Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Amministrazione Comunale di Bagnara Calabra. Per informazioni rivolgersi all’Associazione Cultura e Spettacolo di Bagnara Calabra organizzatrice del premio, inviando un email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

Il dono di Hitler - Terezin: 1941-1945. Ar.Ma Teatro

Sarà in scena dal 26 al 28 gennaio all’ Ar.Ma Teatro Il dono di Hitler - Terezin: 1941-1945, un testo originale di Daria Veronese che racconta un episodio poco noto, ma estremamente significativo, dell’universo concentrazionario nazista, e che sottolinea in modo eclatante il perverso e, per certi versi, ancora misterioso rapporto tra il nazismo e l’arte, esplorando un aspetto relativamente poco conosciuto dell’attività dei campi di concentramento.

Lo spettacolo è ambientato proprio a Terezin, città a circa quaranta chilometri da Praga, chiamata appunto “Il dono di Hitler”. Terezin fu la città che la Germania nazista eresse a simbolo pubblico, e ingannevole, del trattamento riservato alla popolazione ebraica. In questo ghetto, infatti, furono riuniti i più importanti artisti dell’Europa dell’Est e moltissimi bambini fino a quattordici anni, e qui la direzione del campo favorì il sorgere di un’orchestra sinfonica di detenuti per la rappresentazione del Requiem di Giuseppe Verdi.
Tra difficoltà e sofferenze inaudite, dopo mesi di prove in condizioni proibitive, la rappresentazione ebbe luogo, con sedici repliche, tra l’apprezzamento dei molti gerarchi nazisti presenti. L’esecuzione fu unanimemente giudicata perfetta e, alla fine delle repliche, tutti i membri dell’orchestra furono inviati alle camere a gas di Auschwitz.

Lo spettacolo, prodotto nel 2004 con il contributo della Provincia di Roma, il patrocinio del Comune di Roma (consigliere del Sindaco per la città storica) e con il patrocinio della Comunità Ebraica di Roma, propone a contrappunto anche materiali testuali tratti dai documenti poetici dei bambini rinchiusi nel ghetto di Terezin e materiali documentari tedeschi girati tra il 1942 e il 1944 per sottolineare l’aspetto propagandistico, appunto di dono che Hitler aveva fatto agli ebrei.
L’intento è quello di raccontare emozioni, dolori, fallimenti, successi dei personaggi veri che hanno dato vita al Requiem, in un allestimento essenziale, dove il fluire delle parole scandisce il destino e la speranza di uomini che hanno lasciato il loro indimenticabile ricordo.


Il dono di Hitler - Terezin: 1941-1945
Produzione CAPSA Service
Scritto e diretto da Daria Veronese
Con Ramona Gargano, Marcello Gravina, Massimo Mirani
Disegno luci e Aiuto regia di Massimo Sugoni
Grafica di Luigi Imparato

Ar.Ma Teatro
via Ruggero di Lauria 21
dal 26 al 28 gennaio 2018 ore 21.00 – domenica ore 18.00
Telefono 06 39744093 - cell. 333 9329662
Mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Biglietti. Intero 12€- Ridotto 10€

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  • ORA, famigliare in edicola ogni quindici giorni, offre voce direttamente ai protagonisti della scena.
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