Written by  Jul 02, 2017 - 168 Views

Vasco la carica dei 220mila

Si è ritrovata stretta intorno al suo faro quella combriccola cantata quando correva l'anno '87, una combriccola di 220mila anime di ogni età e nessuna età, perché questa la forza del cantautore di Zocca riuscire a cavalcare e scavalcare le barriere del tempo e dello spazio, raccontando una giornata lunga una vita. Una “Vita spericolata” e consapevole, una vita a navigare tra detrattori e incomprensibili critiche dei benpensanti che ancora oggi a distanza di tempo vorrebbero minare la bellezza che si fa avanti a tutta forza. In un tramonto che si fa alba, una città bloccata, incastrata, affollata, il Blasco ha urlato la forza di stare insieme sui 130 metri di quel Parco Enzo Ferrari che diventa il “Modena Park” infilato nella mitica “Colpa di Alfredo” e un “Abito fuori Modena, Modena Park” a cui risponde l’esplosione di un coro che scivolerò senza sosta per poi finire con una “Alba Chiara” in cui veder il riflesso di tante facce giovani fa pensare a quante albe chiarissime siano passate e siano ancora capaci di emozionare ancora oggi. Molti capelli bianchi sul palco e fuori, molti con i cuori ancora giovani a cantare brano su brano fino ad oltre la mezzanotte in uno sfolgorio di fuochi artificiali: “Non ci chiuderanno in casa. Non ci fermerà la paura” imprime Vasco a chi lo ascolta, riferendosi a quella attualissima paura che si infila sotto la pelle in giorni in cui farsi saltare in aria spargendo sangue è diventato così facile. Non ha paura la folla sterminata che ricorda con lui parola su parola la sua ricerca di “Un Senso” anche se questa vita, un senso non ce l’ha. Le critiche piovute sui social sulle pause riempite dal pur sempre elastico Bonolis, quando è stato chiaro che non esisteva un’esclusiva comprensiva del concerto totale, non hanno tolto troppo alla magia, come l’allegria di una brigata in vena di commozione ma anche di far baldoria al roteare di un reggiseno appositamente preparato al lancio, regalato dal Vasco alle fan, parentesi di una leggerezza che compete ad ogni concerto che si rispetti. Il Paolo nazionale ha raccontato intervallando la diretta con la registrazione di un’intervista confessione del Blasco, avvicinandosi ad ospiti come Milena Gabbanelli, Maddalena Corvaglia, Marco Materazzi, Giulio Santagata, Gaetano Curreri cha ha suonato sul palco. Vasco ha percorso 4 decenni tra immagini in bianco e nero, spezzoni racconto di vita ed emozioni dei suoi fans, al suono delle chitarre di Stef Burns e Vince Pastano si è raccontato raccontando noi, i nostri mutamenti ammaccati dall’età, cantando l’amore ragazzino che non smette di crescere senza mai invecchiare veramente, e la consapevolezza che la vita “E’ un brivido che vola via”. Resta la voglia di affrontare un futuro che spesso sembra impossibile così com’è, e così come è stata questa grande avventura, forse può diventare possibile insieme, stretti, dandosi appuntamento ad una prossima volta, credendoci, credendo ad ogni possibile magia che con una colonna sonora come la sua, resiste a tutto. Anche alla paura.
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