Guardia del Corpo - The Bodyguard il musical a Milano

Karima ed Ettore Bassi sono i protagonisti di Guardia del Corpo - The Bodyguard il musical in scena fino al 7 maggio al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano.

Prodotto da Wizard Productions, diretto da Federico Bellone e scritto da Alexander Dinelaris (l'adattamento italiano è opera di un composito gruppo di lavoro), il musical è la trasposizione teatrale dell’omonimo film del 1992 con Whitney Houston e Kevin Costner, in cui il secondo interpretava Frank Farmer, ex agente dei servizi segreti, ingaggiato come guardia del corpo per proteggere la rockstar Rachel Marron da un misterioso e pericoloso stalker.

Un allestimento da 2 milioni di euro e una colonna sonora composta dai più grandi successi della scomparsa Whitney, tra cui non poteva mancare “I Will Always Love You”, themesong del film, come pure singolo più venduto in assoluto da una artista femminile, con oltre 16 milioni di copie vendute. La colonna sonora del film nell’adattamento teatrale è arricchito con altre hit della Houston: “Queen of the Night”, “Run to you” e “I Have Nothing”, brani indimenticabili come “So Emotional”, “One Moment in Time”, “Saving all my love”, “How Will I Know”, “All the Man That I Need”, “All at Once” e “I Wanna Dance with Somebody”.

A interpretare Rachel, in alternanza con Helen Tesfazghi, è Karima, che proprio nel 2010 ebbe l’opportunità di aprire i concerti di Whitney Houston durante il suo ultimo tour in Italia. Ettore Bassi invece riceve il testiimione da Kevin Costner.

Nel cast anche Loredana Fadda (Nicki Marron), Piero Di Blasio (Sy Spector), Russell Russell (Bill Devaney), Daniele Balconi (lo stalker), Fabrizio Corucci (Tony Scibelli), Mirko Ranù, Gianluca Briganti, Felice Lungo, Renato Tognocchi, Alessia Losavio, Yaimara Gomez Fabre, Alessandra Ruina e Daniela Ribezzo. Killian Bellay, Luca Fabbri e Damian Samb si alterneranno nel ruolo di Fletcher, il figlio di Rachel.

Karima, ancora una volta la tua strada incrocia quella di Whitney Houston....

Ho iniziato a cantare a 3 anni, a 8 ho scoperto Whitney Houston e fino a 22 sono stata un'autodidatta. Per me lei è stata come un'insegnante di canto, fino a che non ho avuto l'onore di aprire i suoi concerti in Italia, avendo così l'occasione di lavorare con il suo entourage.

In scena però sei Rachel, non Whitney...

Ovviamente no, cerco di onorarla con amore, rispetto e passione. Ho sempre un avuto un legame fortissimo, particolare con le sue canzoni: ogni volta che dovevo fare un provino ne portavo una... e superavo la prova, fin dai tempi di “Bravo Bravissimo”. La volta che ho cambiato brano, m'è andata male.

Hai conosciuto di persona la Houston?

No, ho questo rimpianto. Una volta, a Milano, la vidi che pranzava da sola, nascosta da grandi occhiali scuri. Io ero lì con in mano il mio cd pronto per essere autografato, ma ebbi paura che magari mi avrebbe trattato male... pensavo “E se mi crolla un mito?”. Così lasciai perdere e poi purtroppo non c'è più stata occasione.

Ettore Bassi, a differenza di Karima, devi solo recitare, non ballare e cantare...

In realtà ballo un po' nel finale, assieme a tutto il cast, sulle note di I Wanna Dance with Somebody”. Uma specie di ringraziamento al pubblico e Bill Goodson, il coreografo, dice che sono bravo.

Ma se fosse stato necessario ballare e cantare?

Avrei ballato e cantato: questo è il mio lavoro, quello dell'attore. Scherzando, mi piace dire che ho la fortuna di assistere a un concerto dal vivo stando in scena, ora sera. Il copione non prevedeva scene in cui cantassi e ci è sembrato giusto rispettare le indicazioni. Peraltro mi ero cimentato nientemeno che nel tango, due anni fa, per una serie tv. Come dicevo, è il mio mestiere: bisogna essere pronti a tutto.

Nessuna paura di un confronto istintivo, da parte del pubblico, con Kevin Costner?

In realtà il mio attore preferito di sempre è... Bud Spencer, uno che con Costner centra proprio poco... Comuque quello di Frank è un bellissimo ruolo, sono riconoscente alla produzione per avermi scelto. L'ho modellato rubacchiando un po' dall'originale, come si fa sempre nel nostro lavoro. L'importante è arrivare al cuore del pubblico.

 

 

 

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