Written by  Mar 24, 2018 - 287 Views

Maradona, la mostra. Il Mito.

«Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.»

Il 5 luglio 1984 la presentazione ufficiale al San Paolo di Diego Armando Maradona regalava la prima delle molteplici emozioni che per sette anni il Pibe de Oro avrebbe regalato a Napoli.

Provare a chiedere ad un tifoso che cosa ha saputo rappresentare per il calcio Diego Armando Maradona significa aspettarsi le parole più immense o il silenzio più assoluto in attesa che queste parole si possano definire. Perché definire un calciatore come Maradona, ricordando il suo percorso, non è cosa facile. Le emozioni regalate con un calcio tanto scenografico e raro da andare oltre e lasciare un segno difficilmente imitabile, sono talmente forti, che quella Mano de Dios si può dire abbia cambiato al suo passaggio, ogni idea del calcio stesso. Maradona era già un calciatore formidabile, uno che con la maestria ci nasceva e forse come lui, dopo di lui in pochi avrebbero potuto sfoggiare quella naturale propensione che faceva del suo gioco uno spettacolo. Nasceva come si nasce con un dono, croce e delizia da mettere in pratica con caparbietà, con le possibilità da strappare col sudore e la fatica conquistandosi quella notorietà che ti cambia la vita, e sebbene data e ora corrispondessero a un diverso momento e un luogo lontano, Diego Armando Maradona che veniva al mondo in una provincia di Buenos Aires ufficialmente nel 1960, nasceva nuovamente davanti a quelle ottantamila persone che al San Paolo ne videro l’iniziazione che lo avrebbe consacrato a mito in quel 1984, quando con la maglia azzurra sollevava il cuore dei suoi tifosi, collocandolo in alto, da dove nessuno avrebbe potuto scardinarlo. Rappresentava gli anni del riscatto sull’egemonia di chi dominava facendo il bello e il cattivo tempo, oltrepassava le ragioni del calcio imponendosi nel cuore dei napoletani con una fermezza rimasta immutata nel tempo.
Il mito rivivrà tra tifosi e appassionati questa domenica 25 marzo nel centro antico di Napoli con «10, la Maglia» rassegna a cura di Luigi Crispino in cui tra le maglie indossate, vissute, raccolte collezionate, si tornerà a raccontare quel numero dieci, destinato ad un solo giocatore e per l’occasione mostrato grazie al supporto del grande collezionista Enzo D’Orta e gli scatti fotografici del maestro Sergio Siano che percorreva il campo fermando immagini diventate poi leggenda. Dieci maglie, dieci scatti, in Salumeria Upnea si potrà rivivere dalle 18.30 alle 19.30 insieme a giornalisti e personaggi che quegli anni hanno conosciuto da vicino, il percorso del ragazzo d'oro a Napoli, e fino alle 23.30 seguire la mostra fotografica dove negli sguardi, nella stanchezza mai arresa, nella forza, in ogni espressione colta magnificamente da Siano, si ripercorrerà con quell'emozione mai sopita, i momenti esaltanti di un calcio mai più visto così.

Domenica 25 marzo in Salumeria Upnea accompagnati dall’ospitalità di Luigi Crispino la musica di Dino Erre, il mito avrò il suo "ritorno a casa".

“10, la Maglia”. Salumeria Upnea
Via San Giovanni Maggiore Pignatelli 34/35 Napoli
25 marzo-8 aprile 2018

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